La scuola e l'informatica: approfondimenti sul registro elettronico

Aspetti tecnici e giuridici, per una scuola trasparente

di Armando Pagliara, 20/11/2017

Nel 2012 il Ministero dell'istruzione ha dato il via ad un processo di smaterializzazione del cartaceo, ma è solo dall'anno scolastico successivo, 2013/2014, che la maggior parte degli istituti è riuscita a trovare i fondi necessari per avviare il progetto "registro elettronico" e renderlo operativo, tra hardware, software e (soprattutto) formazione del corpo docente, spesso a digiuno riguardo l'uso del computer, per ragioni legate all'età o semplicemente per scarsa attinenza della tecnologia alla propria disciplina.

Il decreto legge n. 95 del 6 Luglio 2012 prevede all'art. 7 comma 27 che "il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca predispone [...] un piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie". Tale decreto, quindi, conferma la presenza concreta di un'era digitale, anche nella scuola, che (finalmente, aggiungerei, da informatico) tende ad eliminare (o quantomeno ridurre) la quantità di "carta" con la quale registrare informazioni, di qualunque natura e in ogni contesto.

Volendosi soffermare un attimo sui pro e i sui contro, sicuramente un grosso punto a favore si caratterizza nella gestione in tempo reale (almeno in teoria) di tutti i dati relativi alla didattica: attraverso account forniti ad ogni genitore e ad ogni docente si riesce a garantire la trasparenza e la "tassatività", sia riguardo alle attività didattiche che all'andamento dell'alunno (argomenti, valutazioni e presenze). Una tutela che corre su due binari paralleli e che appare come una vera e propria rivoluzione (almeno teorica) nell'ambito dell'insegnamento. E le famiglie possono aggiornarsi in tempo reale sul figlio che ha preso 4 in greco o che, per non rischiare, ha marinato la scuola.

Di contro, però, c'è un'eccessiva eterogeneità di questi sistemi, poiché il registro elettronico è un software, e come tale viene fornito da diverse società, con interfacce e modus operandi diversi; ogni scuola può decidere di adottarne uno, in base alla preferenza o ai fondi ricevuti, per cui i docenti provenienti da altri istituti, abituati ad un prodotto specifico, dovranno velocemente adattarsi a quello scelto.

Nessun problema per gli utenti "famiglie": la privacy è (quasi) garantita, poiché ogni genitore che accede ha il diritto di visionare esclusivamente le informazioni personali dei propri figli, mentre docenti possono accedere solo alle informazioni della propria disciplina inerente alle proprie classi. Attualmente sono comunque sotto analisi regole più restrittive da applicare in modo da aumentare la sicurezza, come la richiesta di password non inferiori agli otto caratteri, da cambiare almeno ogni sei mesi. Nell'attuale contesto tecnologico, il Garante ha infatti spesso rafforzato tali misure nei propri provvedimenti diretti alla pubblica amministrazione, al fine di renderle più idonee in rapporto ai rischi... continua su MyInformando.it.