La scuola e l'informatica: le tecnologie

Una panoramica su mezzi e strumenti

21/09/2017, ore 19:00 (di Armando Pagliara)

La didattica (come già introdotto nel precedente articolo) è quella parte della pedagogia che ha per oggetto l'insegnamento e i relativi metodi. Proprio in virtù della vastità degli ambiti che questo termine abbraccia diventa complesso riuscire a definire cosa si possa intendere con il termine tecnologie didattiche.

Ci sono, di base, due scuole di pensiero per definire il termine tecnologie didattiche:
  • l'uso della tecnologia (cioè i mezzi) nella didattica
  • l'applicazione delle scienze del comportamento alla didattica.
La prima riguarda l'analisi e l'utilizzo degli strumenti tecnologici più appropriati per favorire l'apprendimento dei discenti, per cui è più coerente denominarle tecnologie per la didattica mentre la seconda riguarda la progettazione e la valutazione sistemica di "modelli di apprendimento", utilizzando le conoscenze derivate dalle teorie psicologiche, evolutive e comportamentali: quest'ultima è definita tecnologia didattica.

Le due definizioni sono in stretta correlazione: all'interno della seconda (nelle fasi di progettazione e realizzazione di un modello di apprendimento) si utilizzeranno le tecnologie della prima.
Ovviamente ciò che interessa a noi (nella rubrica informatica) sono i mezzi, quindi le tecnologie per la didattica.

L'insieme delle tecnologie per la didattica è costituito da tutti quegli strumenti (in genere hardware o software) che possono essere utilizzate per facilitare l'apprendimento degli studenti e l'insegnamento da parte dei professori. Alcune potrebbero essere state inizialmente inventate per altri fini... continua su MyInformando.it.

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La scuola e l'informatica: un'accoppiata vincente

Dai vecchi laboratori, alle LIM, ai registri elettronici

20/07/2017, ore 19:00 (di Armando Pagliara)

La didattica è quella parte della pedagogia che ha per oggetto l'insegnamento e i relativi metodi.

Per secoli è rimasta immutata e (ancora oggi) ogni "classe" è costituita da un insegnante in cattedra che, mediante l'utilizzo di lavagna e libri di testo, spiega agli alunni la "lezione del giorno", presa da una programmazione didattica che si consegna all'inizio dell'anno scolastico e che, in genere, porta al compimento di un percorso.

Questo metodo classico, chiamato "lezione frontale", ha subìto una profonda mutazione negli ultimi anni, grazie all'introduzione di strumenti tecnologici, soprattutto strumenti informatici, che non solo permettono di lavorare in modo più pratico e vicino alla realtà (in modo da fornire agli studenti le giuste competenze in uscita), ma addirittura di facilitare l'apprendimento agli studenti ai quali è stato diagnosticato qualche disturbo dell'apprendimento (DSA - disturbi specifici dell'apprendimento).

Cosa cambia rispetto alle lezioni frontali? Continua su MyInformando.it

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A Rainy Day in Bergen, synth rock alternativo

Nome nord europeo, arte e musica salernitana

22/05/2017, ore 08:00 (di Armando Pagliara)

Lo scenario musicale attuale è pieno di artisti, che spaziano tra tanti generi e provengono da diversi percorsi, dalla "gavetta vecchio stile" alla selezione mediante talent show. Ma sarebbe giusto orientare maggiori attenzioni a chi di musica non ci vive, ma lo fa per pura passione.

Accendiamo quindi i riflettori sugli A Rainy Day in Bergen, gruppo "synth rock" alternativo tutto salernitano, composto da (da sinistra, nella foto): Pasquale Aliberti (basso e voce), Diego Maria Manzo (batteria) e Carlo Barra (tastiera), cercando di conoscerli attraverso una breve intervista ad uno dei componenti, Pasquale, così da entrare in contatto con la loro filosofia musicale.

L'intervista continua su MyInformando.it

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