Non solo Luci d'Artista: Salerno di giorno

Lungomare, mercatini e ruota panoramica nel diurno

10/12/2017, ore 13:00 (di Armando Pagliara)

Da dieci anni, il periodo di Natale a Salerno è contraddistinto dall'evento Luci d'Artista, che offre un suggestivo spettacolo di luminarie a turisti provenienti da tutta Italia (e addirittura tutta Europa), organizzati maggiormente con pullman di lungo raggio, che lasciano al centro della città per dare la possibilità ai passeggeri di spostarsi in libertà o di seguire delle tappe ben precise.

Salerno però non è da vivere solo di sera, poiché le attrattive diurne esistono e sono di tutto rispetto: nella zona del lungomare si possono trovare i mercatini di Natale e la grande Ruota Panoramica.

I mercatini, oltre a strumenti per pulizia e cucina (classici dei mercatini natalizi), offrono prodotti di gastronomia artigianale, di provenienza locale campana o dalle diverse regioni italiane, come Sicilia, Calabria e Umbria. Particolare attenzione, almeno da parte mia, hanno meritato due stand: quello di Umbrialand, che produce parmigiano di pecora 100% (adatto a chi soffre di allergia alle proteine del latte vaccino, argomento che mi sta particolarmente a cuore) e quello del biscottificio Caliendo, che offre una variegata gamma di tarallini, certificati vegani (quindi sempre privi di latte) di ogni tipo di gusto, a partire da quelli all'olio d'oliva, arrivando addirittura a quelli con zenzero e curcuma.

La grande ruota panoramica (detta anche l'Uocchie 'e Salierne), con i suoi 60 metri di altezza, è una delle più alte d'Europa e attualmente la più alta d'Italia (superando di 5 metri il primato che spettava alla ruota di Rimini). Il costo del biglietto per gli adulti è di 9 € mentre il ridotto, da 6 €, è per i bambini al di sotto dei 130 centimetri.

E una volta tramontato il sole, alle spalle del lungomare si può assistere allo spettacolo delle luci, ogni anno diverso, ogni anno più bello.

In conclusione? Vale (realmente) la pena trascorrere una giornata o un weekend durante il periodo natalizio a Salerno. Di sicuro non ve ne pentirete!

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Honor 6X 32G: uno smartphone soprendente

Recensione personale dopo quasi un anno di utilizzo

14/11/2017, ore 08:00 (di Armando Pagliara)

Personalmente, credo che per poter recensire davvero un prodotto, non basta osservarne il funzionamento (e testarlo) per alcune ore (o giorni, o anche qualche settimana), ma bisogna capirne il comportamento a lungo termine, soprattutto per prodotti elettronici come oggi sono gli smartphone, soggetti ad un veloce deterioramento, deciso anche dal mercato del consumo elettronico.

Dopo averlo comprato ad inizio Gennaio del 2017 credo sia arrivato il momento di fare una recensione strettamente personale di questo smartphone, economico, ma incredibilmente funzionale: si tratta del modello Honor 6X, ex sottomarca Huawei, fino al 2014, oggi produttore specializzato nella fascia media del mercato degli smartphone (bisogna aggiungere che Honor sta creando, nel tempo, una forte idea di brand, con una linea di prodotti di rilievo e commercializzati a prezzi contenuti, tanto che ogni nuovo lancio di uno smartphone Honor viene ormai seguito con grande interesse).

Tralasciando il contenuto della confezione (auricolari standard, non in-ear per intenderci, caricabatterie composto da cavo microUsb+presa, etc.) e il design (semplice, senza pretese), credo che sia il caso di focalizzarsi sul funzionamento di questo "telefono" (sappiamo tutti che gli smartphone vengono ancora chiamati così dalla "popolazione comune"), tralasciando anche i dettagli tecnici per i più competenti, anche perché siamo sinceri: chi realmente sulla differenza tra i tipi di processori, display o memorie, considerando anche il fatto che, in genere, ogni persona ha bisogno di un prodotto che funzioni, a prescindere dalle differenze di potenza (che non sono neanche realmente percettibili)?

Con uno smartphone pagato 249 € (che oggi si trova tra i 180 e i 200, nei tre colori argento, grigio e oro) dual sim (in configurazione sim1+sim2 o sim+memoria sd) che, al momento, non cambierei con nessun altro al mondo, sono riuscito a gestire tutto, nel migliore stile "ufficio sempre in tasca", agganciato al fedele accoung Google, con un degrado di prestazioni e durata batteria pressoché nulle: dopo un anno il telefono non avrà perso più del 15% sulle performances e del 25% sulla durata della batteria, mentre con altri telefoni di marchi molto più conosciuti mi è capitato di dimezzare la durata della batteria e diminuire almeno del 35% le prestazioni.

La memoria interna da 32 Gb è espandibile fino a 128 tramite l'aggiunta di SD card. In alternativa il prodotto è venduto anche in versione 64 Gb, ma il prezzo aumenta di parecchio, passando dagli attuali 200 fino ai 315 (al momento la versione oro però costa solo 299).

La cosa più strabiliante è la fotocamera: con il sensore di profondità si riescono ad ottenere foto e immagini eccellenti (considerato il prezzo dello smartphone), da fare indivia a prodotti che costano il triplo.

Conclusioni: è lo smartphone con cui mi sono trovato meglio in assoluto e non lo cambierei con nessun altro.

Se volete acquistarlo, in versione 32 Gb, anche come regalo (di Natale?) seguite i link per le colorazioni argento, grigio e oro, oppure in versione 64 Gb in colorazione oro.

Enjoy it!

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La scuola e l'informatica: introduzione al registro elettronico

Evoluzioni per una scuola 2.0

27/10/2017, ore 18:00 (di Armando Pagliara)

Nell'era digitale si tende ad eliminare (o quantomeno ridurre) la quantità di "carta" con la quale registrare informazioni, di qualunque natura e in ogni contesto, "smaterializzandola" con l'uso del digitale. Nella scuola, il registro elettronico è ormai realtà nella maggior parte delle scuole italiane e, tra critiche infondate ed limiti strutturali, apre le porte per la realizzazione della "scuola 2.0".

Quando si parla di registro elettronico, dunque, ci si cala di fronte ad un sistema informatico gestionale ed organizativo dell'intera didattica della scuola (per approfondire, v. filone di articoli "L'architettura dei sistemi informatici", pubblicati sui MyInformando di gennaio, febbraio e marzo 2017 ed attualmente presenti sul sito), che è diventato realtà nelle scuole italiane (soprattutto nelle secondarie, di primo secondo grado) ed è stato introdotto dal "piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie".

È dall'anno scolastico 2013/2014 che la maggior parte degli istituti è riuscita a trovare i fondi necessari per avviare il progetto e renderlo operativo, tra software, hardware e (soprattutto) insegnanti da formare, molti dei quali a digiuno dell'uso del computer, per ragioni legate all'età o semplicemente per scarsa attinenza della tecnologia alla propria disciplina... continua su MyInformando.it.

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