"Non a caso" si diventa vittime di mafia

Un libro di Daniela Morcone, prefazione di Luigi Ciotti

19/01/2018, ore 13:30 (di Armando Pagliara)

"Non a caso" si diventa vittime innocenti di mafia, perché non è mai il caso a premere il grilletto o a programmare un attentato. Neanche quando "casualmente" si muore perché si era lì in quel momento.

La mafia che uccide non lo fa mai per caso, e il ricordo di ognuna delle vittime non può legarsi all'idea che sia accaduto per un puro caso del destino. La memoria parte da questa chiarezza. E dalla consapevolezza che ricostruire il vissuto di ognuno, raccontarlo, ci è indispensabile per non cadere noi nel dubbio che casualmente accadono delitti mafiosi.

Queste pagine nascono dall'esigenza morale di cominciare a costruire ed avere memoria comune delle vittime pugliesi di mafia. Non sono poche. Alcune uccise nella loro stessa città, altre in città dove lavoravano a fianco di nomi noti delle lotte alle mafie. Ognuna di loro era con lucida consapevolezza dall'altra parte rispetto a coloro che li hanno ammazzati.

Non sono morti per caso. Non devono essere morti invano. È un libro a più voci, con nomi e storie di uomini e donne, ragazzi che "non sono morti per una targa, una lapide, un discorso commemorativo, ma per un ideale di giustizia che sta a tutti noi realizzare. Queste pagine ci dicono che ricordare non basta: occorre trasformare la memoria in memoria viva, ossia in impegno a costruire una società diversa, formata da persone che si oppongono, non solo a parole, ma con le scelte e i comportamenti, alle ingiustizie, alle violenze, alla corruzione".

Disponbile su Amazon e Google Books, in formato e-book e cartaceo.

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La scuola e l'informatica: approfondimenti sul registro elettronico

Aspetti tecnici e giuridici, per una scuola trasparente

20/11/2017, ore 08:00 (di Armando Pagliara)

Nel 2012 il Ministero dell'istruzione ha dato il via ad un processo di smaterializzazione del cartaceo, ma è solo dall'anno scolastico successivo, 2013/2014, che la maggior parte degli istituti è riuscita a trovare i fondi necessari per avviare il progetto "registro elettronico" e renderlo operativo, tra hardware, software e (soprattutto) formazione del corpo docente, spesso a digiuno riguardo l'uso del computer, per ragioni legate all'età o semplicemente per scarsa attinenza della tecnologia alla propria disciplina.

Il decreto legge n. 95 del 6 Luglio 2012 prevede all'art. 7 comma 27 che "il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca predispone [...] un piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie". Tale decreto, quindi, conferma la presenza concreta di un'era digitale, anche nella scuola, che (finalmente, aggiungerei, da informatico) tende ad eliminare (o quantomeno ridurre) la quantità di "carta" con la quale registrare informazioni, di qualunque natura e in ogni contesto.

Volendosi soffermare un attimo sui pro e i sui contro, sicuramente un grosso punto a favore si caratterizza nella gestione in tempo reale (almeno in teoria) di tutti i dati relativi alla didattica: attraverso account forniti ad ogni genitore e ad ogni docente si riesce a garantire la trasparenza e la "tassatività", sia riguardo alle attività didattiche che all'andamento dell'alunno (argomenti, valutazioni e presenze). Una tutela che corre su due binari paralleli e che appare come una vera e propria rivoluzione (almeno teorica) nell'ambito dell'insegnamento. E le famiglie possono aggiornarsi in tempo reale sul figlio che ha preso 4 in greco o che, per non rischiare, ha marinato la scuola.

Di contro, però, c'è un'eccessiva eterogeneità di questi sistemi, poiché il registro elettronico è un software, e come tale viene fornito da diverse società, con interfacce e modus operandi diversi; ogni scuola può decidere di adottarne uno, in base alla preferenza o ai fondi ricevuti, per cui i docenti provenienti da altri istituti, abituati ad un prodotto specifico, dovranno velocemente adattarsi a quello scelto.

Nessun problema per gli utenti "famiglie": la privacy è (quasi) garantita, poiché ogni genitore che accede ha il diritto di visionare esclusivamente le informazioni personali dei propri figli, mentre docenti possono accedere solo alle informazioni della propria disciplina inerente alle proprie classi. Attualmente sono comunque sotto analisi regole più restrittive da applicare in modo da aumentare la sicurezza, come la richiesta di password non inferiori agli otto caratteri, da cambiare almeno ogni sei mesi. Nell'attuale contesto tecnologico, il Garante ha infatti spesso rafforzato tali misure nei propri provvedimenti diretti alla pubblica amministrazione, al fine di renderle più idonee in rapporto ai rischi... continua su MyInformando.it.

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Non solo Luci d'Artista: Salerno di giorno

Lungomare, mercatini e ruota panoramica nel diurno

10/12/2017, ore 13:00 (di Armando Pagliara)

Da dieci anni, il periodo di Natale a Salerno è contraddistinto dall'evento Luci d'Artista, che offre un suggestivo spettacolo di luminarie a turisti provenienti da tutta Italia (e addirittura tutta Europa), organizzati maggiormente con pullman di lungo raggio, che lasciano al centro della città per dare la possibilità ai passeggeri di spostarsi in libertà o di seguire delle tappe ben precise.

Salerno però non è da vivere solo di sera, poiché le attrattive diurne esistono e sono di tutto rispetto: nella zona del lungomare si possono trovare i mercatini di Natale e la grande Ruota Panoramica.

I mercatini, oltre a strumenti per pulizia e cucina (classici dei mercatini natalizi), offrono prodotti di gastronomia artigianale, di provenienza locale campana o dalle diverse regioni italiane, come Sicilia, Calabria e Umbria. Particolare attenzione, almeno da parte mia, hanno meritato due stand: quello di Umbrialand, che produce parmigiano di pecora 100% (adatto a chi soffre di allergia alle proteine del latte vaccino, argomento che mi sta particolarmente a cuore) e quello del biscottificio Caliendo, che offre una variegata gamma di tarallini, certificati vegani (quindi sempre privi di latte) di ogni tipo di gusto, a partire da quelli all'olio d'oliva, arrivando addirittura a quelli con zenzero e curcuma.

La grande ruota panoramica (detta anche l'Uocchie 'e Salierne), con i suoi 60 metri di altezza, è una delle più alte d'Europa e attualmente la più alta d'Italia (superando di 5 metri il primato che spettava alla ruota di Rimini). Il costo del biglietto per gli adulti è di 9 € mentre il ridotto, da 6 €, è per i bambini al di sotto dei 130 centimetri.

E una volta tramontato il sole, alle spalle del lungomare si può assistere allo spettacolo delle luci, ogni anno diverso, ogni anno più bello.

In conclusione? Vale (realmente) la pena trascorrere una giornata o un weekend durante il periodo natalizio a Salerno. Di sicuro non ve ne pentirete!

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